IN.PLEX GLOSSARIO
A
Ancoraggio:
Il plexiglass può essere ancorato a una parete praticando dei fori passanti sulla lastra per poi fissarla con viti e tasselli (avendo cura di inserire rondelle gommate per evitare crepe e assecondare le dilatazioni termiche), oppure può essere applicato a un'inferriata o alla ringhiera di un balcone come protezione antivento utilizzando fascette ad alta resistenza o morsetti a U per non danneggiare il metallo, così come è possibile unire tra loro due o più lastre tramite bulloni e dadi, perni di allineamento o incastri meccanici a bacheca, ricordando sempre di forare il materiale a bassa velocità e senza esercitare troppa pressione per non scheggiarlo.
Abrasione:
Il plexiglass può essere rifinito e sagomato utilizzando lime e carta vetrata di diverse grane (procedendo dalla più grossa alla più fine per eliminare i segni del taglio), dopodiché il manufatto terminato può essere pulito con gli stessi prodotti impiegati per il vetro, a patto che non contengano assolutamente alcol o solventi aggressivi che potrebbero opacizzarlo o creparlo, avendo cura di strofinare la superficie delicatamente con un panno di cotone morbido e pulito senza esercitare troppa pressione, poiché lo sfregamento eccessivo con particelle di polvere rischierebbe di graffiare il materiale creando antiestetiche micro-righe.
B
Bordature
Una lastra di plexiglass, sia essa trasparente o colorata e tagliata a misura, può essere bordata lungo tutto il suo perimetro incollando strisce dello stesso materiale e del medesimo spessore per formare un bordo rialzato, permettendo così di realizzare con facilità contenitori ermetici, vaschette di raccolta o coperchi di protezione.
C
Catalizzazione
La catalizzazione viene sfruttata in specifici tipi di adesivi bicomponenti dove l'aggiunta di un catalizzatore apposito a una base resinosa avvia la reazione chimica di indurimento, un processo fondamentale per unire strutturalmente blocchi di plexiglass ad alto spessore, come nel caso della realizzazione di gambe per tavoli o di colonne composte da varie parti, poiché garantisce una fusione dei materiali estremamente solida, trasparente e invisibile.
D
Dima
La dima è una sagoma o un prototipo di riferimento che, dopo essere stato progettato e realizzato su misura, viene utilizzato come guida geometrica e fisica per la lavorazione e il taglio dei pezzi successivi, garantendo così una produzione in serie perfettamente replicabile, precisa e con elementi tutti identici tra loro
E
Erosione
L'erosione del plexiglass può essere eseguita meccanicamente attraverso l'uso di strumenti come bulini, piccoli fresini o mole per asportare il materiale e creare suggestivi contrasti visivi tra le superfici lucide e quelle grezze o satinate, oppure può essere ottenuta chimicamente applicando acidi o solventi specifici che intaccano la lastra, una tecnica utilizzata principalmente per realizzare incisioni artistiche, decorazioni personalizzate o scritte opache su pannelli trasparenti.
F
Fresare
L'utilizzo della fresa permette di eseguire tagli inclinati a quarantacinque gradi o con altre angolazioni specifiche a seconda delle esigenze costruttive, come accade nella realizzazione di scatole a cinque lati dove i bordi vengono fresati a 45° per consentire un perfetto incastro e incollaggio ad angolo retto, oppure viene impiegata per scavare canali interni a forma di C e per sagomare i profili esterni delle lastre creando finiture a mezzo tondo, tondo completo, a L o con altre geometrie personalizzate.
G
Goffrato
Il plexiglass, oltre alla classica finitura con superfici piane e lisce, è disponibile in commercio anche nella versione goffrata, caratterizzata da una texture superficiale a "buccia d'arancia" più o meno ruvida che ne riduce la trasparenza netta pur lasciando passare la luce, una particolarità che lo rende ideale per garantire la privacy e per questo ampiamente utilizzato nella realizzazione di porte per box doccia, vetrate per finestre, pannelli divisori o altri elementi strutturali simili.
I
Incisione
L'incisione del plexiglass può essere eseguita sia manualmente tramite pantografi o frese tradizionali guidate dall'operatore, sia attraverso macchinari industriali avanzati come la fresa a controllo numerico (CNC), che garantisce una lavorazione automatizzata rapida e precisa, oppure mediante il taglio e l'incisione laser, una tecnologia millimetrica capace di regolare la profondità e l'ampiezza del tratto per creare qualsiasi disegno o geometria complessa con finiture che possono variare dal lucido trasparente al satinato opaco.
Incollaggio
Il plexiglass tagliato a misura può essere incollato combinando lastre di vari spessori e colori per ottenere personalizzazioni cromatiche, trasparenze ed effetti di sfumatura unici, utilizzando i diversi tipi di adesivi disponibili sul mercato che variano per fluidità e caratteristiche tecniche, tra i quali spiccano i collanti "a spessore" (o riempitivi), formulati appositamente per unire stabilmente blocchi massicci o per accoppiare due lastre tra loro garantendo una giunzione perfettamente trasparente, invisibile e priva di bolle d'aria.
L
Lucidatura
Dopo essere state tagliate con seghe o frese, le lastre di plexiglass richiedono un processo di finitura che inizia con il passaggio della lima sugli spigoli per eliminare le bave, prosegue con la levigatura orbitale tramite carte abrasive di grana progressiva e si conclude con l'uso di una lucidatrice a spazzole rotanti abbinata a specifiche paste abrasive per restituire la massima trasparenza al bordo, sebbene oggi il ciclo di lavoro possa essere interamente automatizzato grazie a macchinari industriali combinati – denominati "rettifica e lucida" – capaci di squadrare i bordi delle lastre o dei blocchi e di lucidarli perfettamente in un unico e rapido passaggio.
Lastre
Le lastre di PMMA o plexiglass possono essere prodotte sia per estrusione sia per colata, due processi produttivi differenti che determinano le caratteristiche tecniche del materiale, rendendolo disponibile sul mercato in un'ampia gamma di spessori, formati e varianti cromatiche che spaziano dal trasparente cristallino ai colori coprenti o opachi.
M
Metacrilato
Il polimetilmetacrilato (PMMA), noto commercialmente con i nomi di Plexiglass o Perspex, è una materia plastica composta da polimeri del metacrilato di metile (estere dell'acido metacrilico) che nel linguaggio comune viene definita semplicemente metacrilato, un materiale celebre per una trasparenza eccezionale persino superiore a quella del vetro – tanto da mostrare proprietà di conduzione della luce assimilabili alla fibra ottica – e per una spiccata resistenza agli urti che, in base alla specifica formulazione e mescola chimica, lo rende virtualmente infrangibile.
N
Nastro trasportatore
Il nastro trasportatore è un dispositivo di movimentazione meccanica che, azionato da un motore generalmente elettrico, scorre continuamente per trasferire in modo automatizzato merci, materie prime o prodotti semilavorati da una postazione all'altra all'interno di uno stabilimento produttivo, ottimizzando la logistica interna e la fluidità dei passaggi tra le diverse fasi del ciclo di lavorazione aziendale.
O
Oroglas
Oroglas è un celebre marchio commerciale registrato con cui viene prodotto e commercializzato il polimetilmetacrilato (PMMA), rappresentando storicamente una delle firme più note a livello internazionale nel settore delle materie plastiche per la produzione di lastre e blocchi di metacrilato di alta qualità.
P
Plexiglass
l termine "Plexiglass" nasce negli anni '30 del Novecento come marchio registrato dal chimico tedesco Otto Röhm, il quale scelse questo nome unendo la parola latina plexus (che significa "intrecciato" o "piegato", in riferimento alla struttura dei polimeri chimici flessibili che lo compongono) al termine inglese glass ("vetro"), coniando così un nome commerciale che descriveva perfettamente un materiale rivoluzionario capace di unire la trasparenza cristallina del vetro alla flessibilità e alla resistenza alle piegature tipiche delle materie plastiche .
Il plexiglass è una materia plastica estremamente versatile che si presta alla realizzazione di progetti dal design moderno e minimale, poiché la sua combinazione con elementi materici come l'acciaio, l'alluminio o il legno permette di dare vita a sculture d'arte, strutture portanti, complementi d'arredo d'avanguardia e manufatti di design capaci di coniugare estetica raffinata, innovazione e alta tecnologia.
Polimetilmetacrilato
Il polimetilmetacrilato, universalmente identificato con la sigla acronima PMMA o con il termine generico di metacrilato, è il nome chimico e scientifico del polimero che viene commercializzato sotto celebri marchi industriali quali Plexiglass, Perspex, Repsol e Oroglas si tratta di un materiale termoplastico derivato dal petrolio che, attraverso specifici processi di polimerizzazione, si trasforma in un supporto rigido e limpidissimo ampiamente sfruttato nell'arredamento di lusso, nell'oggettistica, nelle applicazioni tecniche e nella realizzazione di scenografie televisive, cinematografiche e teatrali, grazie anche alla sua spiccata attitudine alla termoformatura che permette a una lastra, una volta riscaldata localmente alla corretta temperatura di rammollimento, di essere piegata nella forma desiderata per poi mantenerla stabilmente e permanentemente una volta completato il naturale processo di raffreddamento.
R
Raschiettare
Prima dell'avvento dei moderni macchinari automatizzati per la levigatura dei bordi, la finitura delle lastre di plexiglass tagliate con la sega veniva eseguita manualmente attraverso la raschiettatura, una tecnica tradizionale basata sull'utilizzo del raschietto — un utensile artigianale in acciaio temperato appositamente molato — che asporta sottili trucioli di materiale per eliminare i solchi della lama e spianare la superficie, una lavorazione preparatoria fondamentale che viene praticata ancora oggi per sgrossare i profili prima delle successive fasi di carteggiatura e lucidatura.
S
Sega a nastro
La sega a nastro per il plexiglass è un macchinario da taglio le cui potenzialità operative sono definite da due parametri geometrici fondamentali: la massima altezza di taglio e la massima larghezza di lavoro (o profondità del braccio). La prevalenza di una di queste misure determina la specializzazione dell'utensile, rendendo i modelli con un braccio ampio ideali per la squadratura e la sagomatura di grandi lastre o pannelli espansi, e i modelli con un'elevata luce di taglio adatti alla lavorazione e al sezionamento di blocchi massicci ad alto spessore.
Sega circolare
La sega circolare è un macchinario utensile progettato per eseguire tagli rettilinei netti e precisi su un'ampia varietà di materiali, tra cui il polimetilmetacrilato (PMMA) e i suoi derivati, il legno e i metalli leggeri, a condizione di regolare la velocità di affondamento e di utilizzare macchine adeguate dotate di lame specifiche. Il nome del macchinario deriva direttamente dalla geometria del suo organo tagliente: un disco metallico dentato che, ruotando ad alta velocità attorno a un asse centrale, seziona il materiale in modo continuo e lineare. Per la lavorazione delle lastre di plexiglass, in particolare, si utilizzano lame circolari con una dentatura molto fitta e una configurazione dei denti alternata (spesso trapezoidale-piana) per evitare il surriscaldamento del polimero, riducendo al minimo il rischio di scheggiature lungo i bordi del taglio o la fusione del materiale stesso.
Satinare
La satinatura del metacrilato consente di trasformare una superficie trasparente in opaca e vellutata, con la possibilità di lavorare l'intera lastra o solo aree specifiche. Applicando pellicole adesive protettive (mascheratura) sulle zone che devono mantenere l'originaria trasparenza, si possono creare disegni, loghi ed effetti visivi personalizzati contrastando il lucido e l'opaco. Questo processo viene generalmente eseguito tramite sabbiatura meccanica, aggressione chimica (acido) o, nei moderni processi industriali, con incisioni laser superficiali molto fitte.
Stampare
La personalizzazione del polimetilmetacrilato tramite stampa piana permette di valorizzare la trasparenza cristallina del supporto sfruttando la serigrafia tradizionale con telai per produzioni in serie a tinte piatte e grafiche coprenti ad alta resistenza, oppure la stampa digitale inkjet UV flatbed per riprodurre immagini fotografiche ad altissima definizione con polimerizzazione istantanea degli inchiostri tramite lampade ultraviolette, una tecnologia versatile che consente l'applicazione mirata di uno strato di bianco coprente (in underprint o overprint) per modulare l'opacità dei colori o creare zone selettive prive di fondo, ideali per la diffusione uniforme della luce in pannelli pubblicitari e complementi d'arredo retroilluminati a LED.
Stampaggio sottovuoto
Lo stampaggio o termoformatura sottovuoto sfrutta la natura termoplastica del polimetilmetacrilato (PMMA) portando la lastra, tramite resistenze a infrarossi, a una temperatura di rammollimento compresa tra i 140° C e i 160° C per renderla perfettamente malleabile, fase a cui segue il suo adagiamento su uno stampo maschio o femmina dove l'attivazione di una pompa ad alta pressione aspira l'aria intercapedinaria costringendo il materiale a copiarne fedelmente ogni sinuosità geometrica sotto la spinta della pressione atmosferica, prima che un sistema di raffreddamento a getti d'aria ne stabilizzi la nuova configurazione tridimensionale permettendo il successivo rifilo dei bordi in eccesso per la produzione in serie di manufatti a spessore uniforme come cupole, insegne bombate, componenti automotive e vasche da bagno. Questa tecnologia è possibile produrre in serie oggetti tridimensionali complessi con spessori uniformi, come vasche da bagno, cupole per lucernari, insegne luminose bombate, componenti per il settore automobilistico e oggetti di design
T
Taglio, Laser, Incisione e Fresatura
Sfruttando la sinergia tra il taglio laser a controllo numerico – che grazie a un potentissimo e focalizzato fascio di luce fonde termicamente il PMMA lasciando i bordi del profilo lucidi, trasparenti e privi di bave di lavorazione senza richiedere lucidatura manuale – e la fresatura meccanica assistita da pantografi CNC a tre o cinque assi, si combina la precisione millimetrica della fotonica alla forza di utensili rotanti diamantati, permettendo così di superare i limiti di spessore del raggio termico, eseguire asportazioni tridimensionali a profondità controllata come tasche e svasature, e lavorare agevolmente accoppiamenti multimaterico con metalli o legno per finalizzare anche i progetti ingegneristici e di design più complessi.
V
Vertebroplastica
In ambito ortopedico e neurochirurgico, il polimetilmetacrilato (PMMA) trova una delle sue applicazioni più importanti nella procedura di vertebroplastica, dove viene impiegato sotto forma di cemento osseo acrilico ad alta viscosità per essere iniettato direttamente all'interno di una vertebra fratturata o danneggiata (spesso a causa di osteoporosi severe o lesioni tumorali), stabilizzando immediatamente la struttura ossea grazie a una reazione chimica esotermica che ne provoca il rapido indurimento e garantendo così al paziente una drastica e quasi immediata riduzione del dolore associata al ripristino della resistenza meccanica della colonna vertebrale.